Interpretariato di conferenza: una simulazione di conferenza professionale tra culture e contesti globali
Una lezione con una relatrice cubana ha permesso a studentesse e studenti del percorso Magistrale di Interpretariato di conferenza di confrontarsi con una simulazione reale della futura professione.
Interpretare una conferenza da remoto, tra sfide linguistiche, ascolto attivo mediato dalla tecnologia e gestione di una lezione in diretta – quindi senza tagli o possibilità di correzioni in post produzione – è una sfida che gli interpreti di conferenza vivono ogni giorno.
Allenarsi a queste situazioni, saper affrontare l’imprevedibilità degli eventi, gestire sia la tecnologia sia le più diverse tematiche da affrontare, è fondamentale per gli interpreti professionisti di domani.
SIMULAZIONE DI CONFERENZA FIN DA SUBITO
“Questa lezione rappresenta un’occasione formativa molto significativa”, spiega la professoressa Elena Fernandez, docente Ciels di consecutiva attiva spagnolo e interpretazione simultanea attiva spagnolo del percorso magistrale in Interpretariato di Conferenza Istituzionale, Diplomatica e Congressuale.
“Da un lato, permette loro di comprendere più concretamente come può svolgersi una prestazione professionale di interpretazione a distanza, poiché utilizzeremo le cabine di simultanea di Zoom, ormai uno strumento imprescindibile nella pratica contemporanea dell’interprete.
Dall’altro lato, la possibilità di lavorare su un intervento tenuto da una relatrice cubana offre ai ragazzi un’esposizione reale a un accento e a una varietà linguistica non sempre semplici”.
In questo modo, l’attività che vive un interprete di professione entra in aula con una situazione reale. E questo avviene dopo solo 2 mesi dall’inizio delle lezioni, inserendosi come naturale momento che concretizza la pratica e gli esercizi di preparazione.
VARIETÀ CULTURALI E LINGUISTICHE INUSUALI
Inoltre, nel caso della conferenza “CUBA: Entre sueños y realidad”, la sfida si è arricchita nell’interpretare una relatrice di origine cubana. Questo è tra i meno “puliti” tra gli accenti latini e sicuramente tra i meno conosciuti, considerando inoltre che il mondo ispanofono che noi vediamo da un punto di vista più eurocentrico, in realtà è molto più forte nel Sud America.
“Ritengo particolarmente utile questo confronto con una pronuncia e una terminologia tipiche dell’area caraibica, perché richiedono un ascolto attento e una gestione accurata dell’input, competenze fondamentali nel percorso formativo degli interpreti”, conclude la professoressa Fernandez.
Familiarizzare con queste varianti linguistiche amplia il bagaglio di competenze degli studenti e li prepara ad affrontare la varietà e la complessità della lingua spagnola nel mondo reale.
PRATICA COSTANTE
Questa conferenza ha anche coinvolto gli studenti della triennale seguiti dal professor Gabriele Davini, docente Ciels Campus di analisi contrastiva e avviamento alla traduzione spagnolo e traduzione passiva spagnolo.
Anche per gli studenti del triennio, la formazione internazionale, che si prefigge di trasmettere Ciels, permette loro di avvicinarsi ad analisi storico-culturali meno note e confrontarsi anche con situazioni socio-politiche difficili e complesse. Avvicinarsi a queste tematiche completa la formazione per allargarsi a orizzonti globali e poter fare la differenza nel momento della mediazione.
La combinazione tra competenze tecniche, linguistiche e culturali, messa in pratica fin dai primi momenti di lezione è fondamentale per la formazione dei professionisti di domani.
Misurarsi con attività pratiche e concrete, rende gli studenti e le studentesse in costante allenamento verso quella che sarà il lavoro vero e proprio, per imparare a gestire diverse situazioni con sicurezza e professionalità.