Storytelling efficace per i piccoli borghi. Comunicare il valore dei borghi per un turismo sostenibile con Marco Bencivenga

Come valorizzare il territorio e soprattutto i piccoli borghi attraverso la comunicazione, lo storytelling e la creazione di contenuti? Marco Bencivenga, giornalista ed editorialista RAI, già da anni impegnato nella comunicazione territoriale, si è confrontato con gli studenti Ciels.

 

PROMOZIONE DEL TERRITORIO: LA GESTIONE DELLE DESTINAZIONI

Un borgo senza racconto è solo una destinazione sulla mappa. Promuoverlo, valorizzarlo e convincere le persone a raggiungerlo per scoprirne di più, non si possono più improvvisare. Si studiano e si apprendono all’interno di un percorso strutturato di management turistico.

Anche perché è proprio attraverso la strutturazione di una strategia con obiettivi misurabili e concreti che si può agire a livello comunicativo e di storytelling, analizzando i dati e traendo informazioni preziose per le attività più creative.

 

SE NON COMUNICHI, NON ESISTI: DAL CARTACEO AL WEB

Per i piccoli borghi la questione è anche più complessa. Proprio per la loro natura di piccoli o piccolissime cittadine sono molto interessanti nella loro unicità, ma soffrono la mancanza di valorizzazione, perché spesso mancano strategie per promuoverli.

Allo stesso tempo, sfruttarli fino a sfiancarli non è la mossa giusta: ci vuole equilibrio per evitare l’overtourism grazie anche a professionisti capaci di mediare tra le varie parti.

Come quindi creare contenuti e strategia vincenti per uno storytelling che aiuti i piccoli borghi a emergere nel panorama turistico competitivo di oggi?

Nell’ambito del corso Tecnologie Digitali per l’e-Tourism, in particolare nella lezione dedicata a “Content Marketing e Storytelling Digitale”, il professor Antonio Rizzinelli, docente Ciels del percorso triennale in Management turistico & Commercio internazionale, ha inviato a discuterne con gli studenti Marco Bencivenga, giornalista, scrittore, editorialista RAI, autore di biografie e opere di narrativa, già caporedattore e direttore responsabile di quotidiani locali di Brescia e Cremona.

Già nel 1987, Bencivenga ha parlato dei piccoli comuni, in un tempo dove internet non era nemmeno immaginato. Ma nonostante siano cambiati mezzi, piattaforme e velocità di fruizione, alcuni elementi vincenti rimangono gli stessi.

 

LA SCELTA GIUSTA? QUELLA STRATEGICA

Tra le riflessioni emerse durante la lezione, riguarda proprio lo storytelling: enfatizzare storie che affascinano ma non hanno sostanza e anzi sono truffaldine è un’arma a doppio taglio. Il turista si sente imbrogliato e non torna più. Vince quindi la scelta strategica: raccontare la verità, ma raccontarla così bene da far tornare i turisti, creando con loro legami forti e appassionati, che in maniera spontanea diffondono il messaggio, più virali di qualsiasi trend.

Lo storytelling efficace non racconta tutto: seleziona un elemento distintivo e lo rende indimenticabile. Che sia una leggenda locale, un prodotto tipico, un paesaggio unico, una tradizione artigianale. L’importante è saperlo narrare in modo che resti impresso, che crei connessione emotiva, che spinga all’azione.

E poi? Fornire informazioni pratiche e accessibili: quanto costa, come si raggiunge, cosa si può fare. Perché lo storytelling emoziona, ma deve anche essere utile e concreto.

“Credo molto nella formazione e nelle esperienze dal mondo produttivo, oltre le istituzioni”, afferma il professor Rizzinelli. “Per questo ho ritenuto indispensabile aggiungere alle lezioni frontali accademiche, pillole di esperienze che aiutino a contribuire la conoscenza svolta in aula, come nel caso di Marco Bencivenga con la sua competenza ed esperienza nella comunicazione, perché il mondo esterno viaggia velocemente e le tecnologie dell’e-tourism sono ancora più veloci e gli studenti hanno bisogno di questi confronti”.