Vetrinizzazione del male: le conseguenze della spettacolarizzazione mediatica

Come la spettacolarizzazione degli atti criminosi, crea conseguenze quasi irreversibili.

Giudicare è umano. Lo facciamo in automatico, spesso cadendo in bias cognitivi che distorcono la realtà e ci conducono a valutazioni affrettate.

Nei casi di cronaca più efferati, gli imputati vengono quindi spesso dipinti colpevoli o sospetti solo per il loro essere o comportamento. Quando questa valutazione diviene esagerata e distorta, si parla di “vetrinizzazione del male”.

Afferma il professor Simone Borile, direttore di CIELS: “La spettacolarizzazione di giudizi negativi assolutisti ha costruito l’immagine di Stasi come di un mostro”, riferendosi al caso di Garlasco del 2007. Stasi venne ed è tutt’ora sottoposto a una valutazione spietata, alimentata dai media prima e dai social poi.

Il professionista criminologo sa riconoscere e superare questi meccanismi ai fini investigativi, ma le conseguenze per le persone coinvolte rimangono: la reputazione è compromessa, lo stigma sociale resta.

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