Quando il diritto prende vita: gli studenti di Bologna visitano l’Istituto di Istruzione della Polizia Penitenziaria di Parma – prof.ssa Francesca Calaminici

Quando la formazione accademica incontra il mondo reale della sicurezza: l’esperienza formativa all’Istituto di Istruzione della Polizia Penitenziaria di Parma degli studenti di Diritto Penale e Penitenziario di Ciels Bologna.

Di Francesca Calaminici, docente Ciels Bologna per i corsi di Elementi di Diritto Penale e Penitenziario e Criminologia e Vittimologia.

 

Un’esperienza che va oltre l’aula

Ci sono lezioni che non si svolgono in un’aula universitaria. Non prevedono appunti, slide o manuali aperti sul banco. Sono quelle che si vivono camminando, osservando, ascoltando. Quelle che lasciano domande, emozioni e una consapevolezza nuova.

È esattamente ciò che hanno vissuto gli studenti del corso di Diritto Penale e Penitenziario, presente nel percorso triennale in Criminologia, durante la visita all’Istituto di Istruzione della Polizia Penitenziaria di Parma.

Per un giorno, il diritto è diventato esperienza. I principi costituzionali, le norme, la funzione rieducativa della pena e il significato del servizio allo Stato hanno assunto il volto delle persone che ogni giorno operano all’interno dell’Amministrazione penitenziaria.

 

L’Istituto di Istruzione di Polizia Penitenziaria, la struttura ufficiale del Ministero

Ad accogliere il gruppo è stato il Direttore dell’Istituto, dott. Roberto Di Caterino, che ha sostenuto con convinzione un’iniziativa capace di avvicinare il mondo accademico a una realtà tanto complessa quanto spesso poco conosciuta.

Un’accoglienza resa ancora più significativa dalla disponibilità della Comandante del Reparto, Zoi Liopolis, del Vice Comandante e di tutto il personale della Scuola, che hanno aperto le porte dell’Istituto condividendo non soltanto competenze professionali, ma anche valori, esperienze e senso di appartenenza.

Gli studenti hanno attraversato gli storici ambienti della Certosa di Parma, visitato le aree dedicate alla formazione e all’addestramento e scoperto cosa significhi prepararsi a un lavoro che richiede equilibrio, competenza, disciplina e grande responsabilità. Hanno conosciuto un Corpo che non è soltanto sicurezza, ma anche ascolto, mediazione, capacità di gestire situazioni delicate e di contribuire concretamente al percorso rieducativo delle persone detenute.

 

Mettere in pratica lo studio

Tra i momenti più significativi della giornata, particolare rilievo ha avuto l’esperienza al poligono di tiro, dove gli studenti hanno potuto osservare da vicino le procedure di sicurezza, la preparazione tecnica e la concentrazione necessaria per l’utilizzo dell’arma in un contesto professionale altamente regolamentato.

Non si è trattato soltanto di una prova pratica, ma di un’occasione per comprendere il livello di responsabilità, autocontrollo e formazione continua richiesto agli operatori della Polizia Penitenziaria, chiamati a operare in scenari complessi dove ogni gesto deve essere ponderato e conforme a rigorosi protocolli.

È stato soprattutto l’incontro con le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria a lasciare il segno. Dietro l’uniforme, gli studenti hanno trovato professionalità, umanità e una dedizione silenziosa che raramente trova spazio nel racconto pubblico.

Hanno compreso come il lavoro penitenziario sia fatto di equilibrio, sacrificio, preparazione continua e di una profonda consapevolezza del ruolo sociale che ogni appartenente al Corpo è chiamato a svolgere.

 

Il confronto con i professionisti dell’Istituto di Istruzione della Polizia Penitenziaria: perché queste esperienze sono indispensabili

Esperienze come questa ricordano che l’università non forma soltanto futuri professionisti, forma persone capaci di comprendere la complessità della realtà. Perché il diritto non vive esclusivamente nei codici, ma nelle scelte quotidiane di chi è chiamato ad applicarlo con competenza, responsabilità e umanità.

La visita all’Istituto di Parma è stata molto più di un momento formativo. È stata un ponte tra teoria e pratica, tra università e istituzioni, tra conoscenza ed esperienza. Un’occasione per abbattere stereotipi, guardare oltre le apparenze e comprendere che la Polizia Penitenziaria rappresenta una componente essenziale dello Stato di diritto, custode della sicurezza ma anche dei valori costituzionali che riconoscono nella persona e nella rieducazione il cuore della pena.

Per molti studenti resterà il ricordo di una giornata speciale. Per tutti, forse, sarà la consapevolezza che alcune lezioni non finiscono con lo scandire delle ore ma continuano a vivere dentro chi le ha vissute.

E per chi insegna, Vedere negli occhi degli studenti la curiosità trasformarsi in consapevolezza, le nozioni diventare domande e il diritto smettere di essere soltanto materia d’esame per diventare realtà, rappresenta una delle forme più alte e autentiche della gratificazione di un docente.

Perché insegnare, in fondo, non significa soltanto trasmettere conoscenze: significa riuscire ad accendere uno sguardo nuovo sul mondo. E quando questo accade, anche solo per un giorno, si ha la certezza che quella lezione continuerà molto più a lungo di qualsiasi ora trascorsa in aula.