Interpretare in sala operatoria: quando le parole accompagnano l’intervento – prof.ssa Ksenia Efimova
I contesti in cui si rende necessaria l’interpretazione simultanea o consecutiva sono estremamente svariati e non si limitano alle sale riunioni: talvolta includono anche interpretare in sala operatoria. Gli ambienti come questo richiedono all’interprete, oltre alle ottime competenze linguistiche e alla padronanza delle tecniche, anche la consapevolezza del contesto e la capacità di adattamento.
Di Ksenia Efimova, docente Ciels per i corsi di Consecutiva passiva russo 1-2, Simultanea passiva russo 1-2, Traduzione passiva russo 2-3, Traduzione attiva per i prodotti culturali, pubblicitari ed editoriali in lingua russa, per la specializzazione in Interpretariato di Conferenza Istituzionale, Diplomatica e Congressuale.
Quando si pensa all’interpretazione di conferenza, si immaginano spesso cabine, cuffie e sale congressi. Eppure la figura dell’interprete è spesso indispensabile anche in contesti operativi completamente diversi. Uno degli esempi è la sala operatoria con l’intervento commentato dal chirurgo durante le cosiddette live surgery.
Nel campo medico-chirurgico l’Italia vanta diverse eccellenze a livello internazionale, e i corsi di formazione di carattere estremamente tecnico, rivolti al pubblico straniero, necessitano di un’interpretazione professionale.
Interpretare in sala operatoria: il lavoro dell’interprete comincia molto prima
Di fronte a un incarico di questo tipo, il primo ed essenziale passaggio è la preparazione terminologica e concettuale nelle lingue coinvolte nell’evento.
Un glossario di termini anatomici costituisce un punto di partenza al quale vanno affiancati lo studio dell’intervento e delle sue tappe, delle attrezzature e delle espressioni utilizzate dagli specialisti, comprese le abbreviazioni e il gergo professionale. È necessario familiarizzare con la strumentazione, con le tecniche chirurgiche pertinenti e con il lessico specifico della procedura.
Conoscere l’equivalente di un termine italiano nell’altra lingua coinvolta è indispensabile, ma occorre anche comprendere come questo concetto si inserisce all’interno della procedura per seguire il discorso e restituirlo con precisione.
Pertanto la ricerca delle fonti affidabili e la documentazione approfondita sull’argomento fanno parte del lavoro dell’interprete. Occorre individuare gli argomenti pertinenti all’incarico, dato che i materiali non sempre vengono forniti in anticipo.
Per indirizzare correttamente la preparazione, l’interprete deve essere in grado di anticipare e leggere correttamente il contesto comunicativo che caratterizzerà l’evento: si tratta di un corso interattivo e molto pratico? Si tratta di una giornata di teoria con la proiezione delle slide? Gli interlocutori sono tutti medici con lo stesso livello di esperienza e appartenenti alla stessa specialità medica? Ogni risposta modifica il modo in cui ci si prepara.
Essere una presenza impercepibile ma allo stesso tempo indispensabile
Una delle caratteristiche più interessanti di questo tipo di incarico è la posizione dell’interprete all’interno dell’ambiente di lavoro.
In una conferenza l’interprete dispone normalmente di uno spazio dedicato. Interpretare in sala operatoria è molto diverso.
In sala operatoria, invece, l’interprete deve inserirsi nel flusso di lavoro senza interferire con esso. Nell’équipe chirurgica ogni persona svolge una funzione precisa all’interno di un’attività coordinata, e anche l’interprete deve inserirsi nel flusso di lavoro agevolando, non ostacolando, il lavoro dell’équipe.
Questo non vuol dire che la figura dell’interprete sia secondaria o insignificante, al contrario. Ma la sala operatoria è un ambiente estremamente delicato, e bisogna conoscerne e rispettarne le regole. Ad esempio, spesso è opportuno posizionarsi dietro il chirurgo che opera e commenta l’intervento, così da poter cogliere ogni parola senza però avvicinarsi troppo per non compromettere il campo sterile.
Occorre inoltre tenere conto della difficoltà di ascoltare le spiegazioni del chirurgo che parla attraverso la mascherina, con i rumori di sottofondo delle varie attrezzature.
Occorre anche avere la consapevolezza e la sensibilità del momento: a volte tradurre la domanda dei partecipanti appena viene posta è la scelta migliore, in altri casi è più opportuno avvisare il chirurgo che ci sarebbe una domanda e di chiedere di fare un cenno quando sarà il momento opportuno per tradurla.
Inoltre, in questi contesti si utilizzano spesso sia la modalità simultanea, solitamente con l’attrezzatura bidule (un sistema portatile per l’interpretazione simultanea), sia quella consecutiva, e bisogna passare prontamente dall’una all’altra.
Mantenere il controllo della situazione nonostante gli imprevisti
Per quanto approfondita, la preparazione non permette di anticipare ogni termine, domanda o sviluppo della comunicazione mentre si interpreta in sala operatoria.
Quando un passaggio non è del tutto chiaro, chiedere una precisazione fa parte della responsabilità professionale.
La discrezione non deve impedire di segnalare una difficoltà di comprensione: l’obiettivo è restituire il messaggio fedelmente, senza colmare con supposizioni ciò che non si è compreso.
La sala operatoria è solo uno degli esempi di quanto possa essere ampia la realtà professionale di un interprete. Ed è in questi contesti altamente specializzati, ma al contempo profondamente umani, che la figura dell’interprete professionista diventa imprescindibile.